VISIONAREA

VISIONAREA è un progetto che nasce da una idea dell'artista Matteo Basilé e dall’Associazione Amici dell’Auditorium Conciliazione, e si avvale del sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo: un organismo solido e affascinante, grazie all'unione tra creatività e managerialità, destinato all'arte contemporanea in chiave attuale e trasversale. Attuale perché capace di creare reinventando un luogo come l'Auditorium della Conciliazione, nel rispetto della sua vocazione ma ampliandone le potenzialità espressive.

VISIONAREA WEBSITE

 

 


 

CURRENT EXHIBITION:

LA VITA È SOGNO
Robert W.O. Stone
a cura di Luigi De Ambrogi

 

Opening: mercoledì 7 marzo 2018 ore 18.30

Durata mostra: 8 marzo/5 maggio 2018

In collaborazione con la Galleria Luigi De Ambrogi

 


COMUNICATO STAMPA

 


La sesta ed ultima mostra della stagione autunno/inverno 2017 di Visionarea Art Space, con sede al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione, porterà per la prima volta a Roma il lavoro pittorico dell’artista inglese Robert W.O. Stone. La cura della mostra sarà affidata a Luigi De Ambrogi, importante gallerista italiano e internazionale del più significativo panorama degli anni ‘70 e ‘80. 
La rassegna Visionarea si avvale, per il secondo anno consecutivo, del fondamentale sostegno della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo.

Robert W.O. Stone nasce nel 1981 a Londra, dove intraprende una formazione artistica presso la Slade School of Fine Art. Numerose le su

e mostre personali e collettive dal 1999 ad oggi, sia a livello nazionale che internazionale.

La pittura di Robert Stone è felicemente scellerata, liquida, priva di regole e accademismi. Un dipingere che, di contro, ricerca un mondo a misura, un posto della mente dove gli individui si concedono spazi anomali, noia e sguardi fissi, libertà creativa.

Stone è un attento osservatore della realtà e di ciò che lo circonda, mescola le fisionomie di una società in movimento, coglie gusti, gesti e attimi di vita: una pittura flessibile e stratificata ed uno sguardo morbido rivolto alle diversità più stridenti, diventano alcune delle caratteristiche portanti del lavoro e della sua ricerca. 

La sua è una pittura libera, un flusso continuo di colore che diventa emozione. La pittura per Stone è un racconto di ciò che accade, lui osserva e registra talora con ironia oppure con malinconia. Stone si lascia guidare e ispirare dalla vita che scorre e allo stesso modo il suo lavoro è una sorta di“diario”che raccoglie appunti di vita, scene, sensazioni. 

Afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele della Fondazione Terzo Pilastro: «Le opere di Stone sono caratterizzate da un'esplosione di colori pastello e da un tratto personalissimo che ricorda da vicino la pittura naïf: l’analogia con le miniature o le sete orientali è immediata. Osservare le sue tele significa immergersi in atmosfere visionarie che trascinano verso universi fantastici, quasi fiabeschi. Nelle sue opere l’elemento surreale convive con il racconto di una storia, il dipanarsi di una trama che segue il filo di una narrazione tutta interiore, e che fa interrogare l’osservatore su chi siano i protagonisti, su cosa stia accadendo e su quanto debba ancora succedere.».

Emerge la tensione erotica di David Hockney, il suo individualismo elegante e libidinoso, la potenza di una narrazione intima che suscita emozioni palpabili. Ma il quadro è anche un coacervo di piani e stratificazioni, figlio di modelli alla R. B. Kitaj.

Robert Stone disegna e dipinge persone nel loro ambiente elettivo, costruendogli attorno improvvise aperture sul paesaggio, frammentando la scena con scarti e inserti adeguati. Impossibile racchiudere Stone nei generi, proprio come ci conferma la pittura britannica del dopoguerra ad oggi. Restituisce uno spaccato metropolitano intimo e collettivo che tutti, in qualche modo, possono sentire come appartenergli.